DueRuoteNews – informazioni tecnico/amministative

 

 

LO SMALTIMENTO DEGLI OLI USATI

 

Le note tecnico/amministrative che deve sapere chi gestisce un’officina meccanica

 

di Gianluca Speziale

 

Impiegati in diverse applicazioni (secondo stime attendibili il 47% nell'autotrazione e in agricoltura, il 46% nell'industria, il 7% da marina e aviazione), gli oli lubrificanti, al momento in cui subiscono trasformazioni chimico-fisiche, diventano inadatti a svolgere le funzioni a cui sono chiamati, motivo per cui devono essere necessariamente sostituiti. Il decreto legislativo n. 95 del 27 gennaio 1992, I comma, dell'art. 1, definisce olio usato: “qualsiasi olio industriale o lubrificante, a base minerale o sintetica, divenuto improprio all'uso cui era inizialmente destinato, in particolare gli oli usati dei motori a combustione interna e dei sistemi di trasmissione, nonché gli oli minerali per macchinari, turbine o comandi idraulici e quelli contenuti nei filtri usati”.
 

L'olio usato è per la quasi totalità riutilizzabile, pur presentando caratteristiche differenti a seconda della sua provenienza: ad esempio, l'olio proveniente dall'autotrazione è utilizzabile per la produzione di basi lubrificanti rigenerate, è così anche quello proveniente dall'industria ma in percentuali minori. Se destinato alla rigenerazione, un chilogrammo e mezzo di olio usato produce un chilogrammo di base lubrificante di ottima qualità, oltre ad altri prodotti petroliferi (gasolio, combustibili, ecc.), piccole quantità di residui non inquinanti smaltiti nel rispetto delle norme ambientali.


Se eliminato in modo scorretto o impiegato in modo improprio, l’olio può trasformarsi in un potente agente inquinante. Secondo il decreto 95/92, “gli oli usati debbono essere eliminati evitando danni alla salute e all'ambiente”.

E' quindi vietato:
a) qualsiasi scarico degli oli usati nelle acque interne di superficie, nelle acque sotterranee, nelle acque marine territoriali e nelle canalizzazioni;
b) qualsiasi deposito o scarico di oli usati che abbia effetti nocivi per il suolo, come pure qualsiasi scarico incontrollato di residui risultanti dal trattamento degli oli usati;
c) qualsiasi trattamento di oli usati che provochi un inquinamento dell'aria superiore al livello fissato dalle disposizioni vigenti. La legge, inoltre, stabilisce che “è fatto divieto ai consumatori di procedere alla diretta eliminazione degli oli usati”. 

 

Quanto alle sanzioni, in caso di scarico degli oli usati delle acque interne di superficie e acque sotterranee, nelle acque marine territoriali e nelle canalizzazioni; di deposito e/o scarico di oli usati che abbiano effetti nocivi per il suolo, come pure qualsiasi scarico incontrollato di residui risultati dal trattamento degli oli usati, è previsto l'arresto sino a due anni o un'ammenda da 2.560 a 10.330 Euro.


Tuttavia, quali sono le cose importanti da sapere per un operatore del settore (ad esempio, un meccanico) che si accinge ad affrontare una così nuova e complessa problematica legata all’impatto ambientale?

 

Anzitutto, sono coinvolti in questo obbligo di smaltimento le imprese industriali che producono oli usati e coloro che nel corso dell'anno detengono a qualsiasi titolo una quantità superiore a 300 litri annui di oli usati.

Questi sono chiamati a tenere un apposito "Registro di carico e scarico degli oli esausti". La mancata compilazione, del Registro di carico e scarico degli oli esausti, è sanzionata con l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda fino a 516 Euro.

I dati registrati devono essere tenuti a disposizione delle pubbliche amministrazioni interessate per tre anni dalla data dell’operazione. Copia del registro, poi, deve essere trasmessa (a richiesta) al Consorzio Obbligatorio degli Oli Minerali Usati, l’unico ente che può autorizzare soggetti preposti allo smaltimento degli oli usati.

Per lo stoccaggio provvisorio, il trasporto e lo smaltimento, ci si deve attenere alle disposizioni del nuovo Decreto legislativo. Ad esempio, alcuni degli obblighi che il detentore di capacità superiore ai 300 litri d’olio ha, sono:

1)       lo stivaggio gli oli usati in modo idoneo, onde evitare qualsiasi commistione tra emulsioni e oli propriamente detti, cioè qualsiasi dispersione o contaminazione degli stessi con altre sostanze. Gli impianti di stoccaggio devono essere dotati di recipienti con adeguati requisiti di resistenza in relazione alle proprietà chimico- fisiche ed alle caratteristiche di pericolosità degli oli usati contenuti.

2)       fare in modo che i recipienti siano inoltre provvisti di:

a)       idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto;

b)       dispositivi atti ad effettuare le operazioni di riempimento e svuotamento in condizioni di sicurezza;

c) mezzi di presa per rendere sicure ed agevoli le operazioni di movimentazione;

d) apposita etichettatura che ne identifichi il contenuto.

4. I rivenditori al dettaglio che non effettuano la sostituzione dell'olio, sono tenuti ad esporre, ove non altrimenti indicato, una targa ben visibile che inviti gli acquirenti a non disfarsi dell'olio usato, disperdendolo nell'ambiente, ed a conferirlo nell'apposito centro di stoccaggio.

Per conoscere le caratteristiche riguardanti i depositi di stoccaggio per detentori di capacità superiore ai 500 litri, così come per tutte le altre notizie utili sullo smaltimento degli oli usati, si possono visitare i seguenti siti: www.coou.it - www.eni.it - www.minambiente.it - www.leggiambiente.it - www.suap.info/moduli/rifiuti.htm

 

Il Consorzio Obbligatorio Oli Usati, nato il 14 dicembre 1983 (a seguito del recepimento della direttiva CEE 101/87 con il DL 95 del 1992 già citato) consta attualmente di circa 70 Raccoglitori Concessionari dislocati in tutta Italia, i cui automezzi visitano i detentori attivi e potenziali, raccogliendo gli oli usati e stoccandoli nei loro depositi. La raccolta è gratuita. Telefonando all’800-863048, si possono avere informazioni sulla corretta destinazione degli oli e conoscere il recapito dei raccoglitore più vicino, nonché le modalità di consegna.

Sito web www.coou.it